All’inizio del Novecento, quando l’elettricità era ancora una meraviglia rara, in un angolo della Val Cellina prese vita un’opera destinata a cambiare il volto di un intero territorio: la Centrale Idroelettrica “Antonio Pitter”. Inaugurata nel 1905, fu una delle prime centrali del Friuli Venezia Giulia e, con la sua energia, arrivò a illuminare stabilmente persino le calli e le piazze di Venezia, portando luce dove per secoli c’erano state solo candele e lampade a gas.
Dietro le sue eleganti architetture liberty, le turbine e i generatori trasformavano la forza dell’acqua in un’energia nuova, capace di alimentare città, industrie e sogni. Per decenni, il rombo costante dei macchinari fu il battito del progresso, fino alla dismissione.
Oggi, la “Pitter” è un luogo di memoria e futuro: museo di archeologia industriale e spazio culturale unico, dove il fascino delle antiche macchine convive con la voglia di innovare. Durante il Malnisio Science Festival, le sue navate tornano a vibrare di energia—non più quella elettrica, ma quella delle idee, delle voci e della curiosità che riempiono ogni angolo di questo straordinario tempio dell’ingegno umano.